Come gestire l'ansia da lavoro?



Ti capita spesso di provare ansia per la giornata di lavoro che ti aspetta? Come gestire l'ansia da lavoro?


Ti capita di provare preoccupazione all’idea della giornata lavorativa di domani? Vivere ansia rispetto alla sfera professionale è una condizione molto frequente e alle volte è indice di un approccio spaventato alla vita.


Spesso l’ansia da lavoro si traduce in un continuo rimuginare su tutti i possibili scenari possibili che potranno metterci in difficoltà, una sorta di prevenzione continua che finisce con diventare un problema a sé stante. Spesso infatti è proprio il desiderio di prevenire i problemi a portarci a stati ansiosi.


Mettiamo a fuco alcuni punti che possono aiutarci a vivere con meno ansia la giornata lavorativa:


  • Prevenire è meglio che curare… ma è sempre vero? Non necessariamente, anzi alle volte è proprio il contrario. Ovviamente è sempre bene cercare di evitare un atteggiamento sciatto sul lavoro, ma questo non significa che tutti i problemi possano essere evitati. Alle volte è quindi meglio fidarsi della propria capacità di gestire imprevisti ed emergenze, nel momento in cui si presentano. Se pensiamo al passato, probabilmente vediamo che le emergenze che avevamo immaginato raramente si sono presentate in quel modo. E, viceversa, altri imprevisti si sono presentati e in qualche modo siamo risusciti a farvi fronte.

  • Rapporto con gli errori: l’idea che non si debba sbagliare mai rischia di metterci sulla cattiva strada e di farci assumere un atteggiamento difensivo nei confronti dell’errore stesso. Un atteggiamento che cerca di utilizzare gli errori come occasione di crescita e messa in discussione è in genere quello che paga maggiormente. Il più delle volte il capo di turno non ha tanto la pretesa che il collaboratore sia infallibile ma si aspetta che chi commette l’errore sia pronto ad assumersi la responsabilità dell’errore stesso e che lo utilizzi per migliorarsi.

  • Essere infallibili o fare del proprio meglio? L’aspettativa di essere infallibili in genere tende a tirare brutti scherzi. Forse un capo particolarmente severo o un clima di estrema competitività di ufficio tende a farti pensare che la soluzione sia quella di essere “il lavoratore perfetto”. Ma questo ideale rischia di alimentare un confronto continuo e l’ansia da prestazione lavorativa, inoltre non ti permette di prendere seriamente in esame le tue qualità e i tuoi limiti. Invece che confrontarsi con i colleghi, molto meglio domandarsi: sto facendo del mio meglio? D’altra parte, più del nostro meglio, cosa possiamo fare? Se siamo onesti, la risposta è: niente! Ognuno di noi è ciò che è, quindi, invece che pensare a primeggiare in tutto, meglio cercare di mantenere uno sguardo onesto: possiamo per esempio cercare di valorizzare al massimo le nostre risorse. Nessuno è bravo in tutto: per quanto riguarda i nostri limiti, meglio cercare di assumere un atteggiamento onesto, che li riconosca e allo stesso tempo si metta in gioco per migliorare.


Se questo tema ti riguarda e desideri una consulenza psicologica specifica, mi rendo disponibile a essere contattato via e-mail.


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